L’arte del romanzo attraverso sette saggi
Sette saggi per approfondire il concetto di romanzo. Ecco le variazioni del tema sviscerate dallo scrittore boemo che, attraverso gli scritti dei grandi romanzieri quali Cervantes e Kafka, Diderot e Musil, Tolstoj e Broch, Gombrowicz e Flaubert, Sterne e Rabelais, arriva a delineare i suoi pensieri in merito appunto al romanzo considerato come arte ed essenza di vita.
Citazione degna di esame è sicuramente quella di “Anna Karenina” di N. Tolstoj, dove concetti come amore e agire subiscono una metamorfosi e si travestono di filosofia. Questo saggio profuma di misticismo: caratteristica la visione del testo scritto come filo di continuità che unisce passato e futuro e ancor più interessante, l’analisi della “trinità romanzesca”. Kundera osserva al microscopio Kafka, Proust e Joyce; esamina i tre modi di scrivere e percepire la realtà, li scompone dall’interno e ne fa emergere un punto di partenza comune: la vita interiore dell’uomo.
Da qui si dipartono tre linee di scrittura oltre che di pensiero, che convergono nella sintesi del personaggio kunderiano: un soggetto sperimentale che coniuga le poche informazioni a disposizione del lettore e il desiderio, da parte dell’autore, di spronare l’immaginazione al fine di completare il carattere del personaggio.
A completare l’opera, Kundera compone il suo glossario: sessantacinque parole che esulano la loro etimologia classica per assumere il significato che egli stesso attribuisce nei suoi romanzi.



















































