Rimpatriati da Usa più di mille reperti e libri antichi italiani

Più di mille reperti e opere d’arte italiani trafugati negli anni ’70 e ’80 – libri antichi, pergamene, reperti archeologici e persino una lettera autografa di Benito Mussolini, per un valore complessivo di 4 milioni di euro – sono stati rimpatriati oggi dagli Stati Uniti grazie alla collaborazione tra carabinieri e Fbi.
Lo hanno annunciato i militari del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale in una conferenza stampa a Bari, da dove proviene gran parte del materiale rubato.
Il “tesoro” – complessivamente 3.500 pezzi, di cui 1140 rimpatriati – è stato rinvenuto a Berwyn, nell’Illinois, a casa dell’antiquario italo-americano John Sisto.
L’uomo, che aveva un debole per l’archeologia, si faceva spedire dall’Italia materiale trafugato da biblioteche, archivi comunali ed ecclesiastici pugliesi – tra cui la basilica di San Nicola di Bari – oltre che dall’Archivio di Stato di Palermo e dal seminario di Trivento, in provincia di Campobasso, per poi rivenderlo.
Alla sua morte, nel marzo del 2007, i due figli, ignari delle attività illecite del padre, hanno contattato il dipartimento di polizia perché erano in disaccordo su cosa fare del “tesoro”.
Quando sono intervenuti, gli agenti si sono stati trovati di fronte i 3.500 pezzi, più varie pergamene e documenti manoscritti accatastati in modo disordinato nei locali umidi di casa Sisto.
Tra gli esemplari rimpatriati, 348 pergamene risalenti al periodo tra il XII e il XVIII secolo, libri editi tra il XVI e il XIX secolo, 409 reperti archeologici, centinaia di manoscritti redatti tra il XVIII e il XIX secolo e 36 manoscritti cartacei e documenti autografi di politici, musicisti e letterati tra cui Benito Mussolini, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.
“Tornano a casa beni sottratti alla Puglia da un emigrato che pretendeva troppi ricordi della propria terra”, ha commentato il colonnello Luigi Cortellessa, vice comandante del comando nazionale dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.
I reperti rimarranno esposti per un anno presso l’archivio di stato di Bari prima di essere restituiti agli enti a cui erano stati sottratti.



















































