“I fatti e la storia”, la nuova collana delle Edizioni Cantagalli

6 ottobre 2009 - pubblicato da Rossella Colapietra in case editrici, saggistica

fiume
Con il volume “Mezzo secolo di Fiume, Economia e societa’ a Fiume nella prima meta’ del Novecento”, di Giuseppe Parlato, la nuova collana delle Edizioni Cantagalli fa in questi giorni il suo esordio in libreria.
Il titolo, “I fatti e la storia”, richiama una vecchia collana dell’Editore Bonacci, diretta da Renzo De Felice. Un accostamento per nulla casuale, ma che vuole anzi essere un dichiarato omaggio al grande storico reatino a ottant’anni dalla nascita: la sua lezione di coraggio civile e di rigore scientifico e’ ancora viva e questa collana si propone di seguire i suoi insegnamenti.
L’intendimento della collana e’ quella di cercare di proporre studi storici che presentino due caratteristiche principali: affrontare la storia, italiana e non, dell’Ottocento e del Novecento, senza pregiudizi e senza occhiali deformanti; cercare di tornare al “racconto storico” sempre fortemente legato a un solido apparato documentario ma contemporaneamente in grado di suscitare interesse e coinvolgimento.
La storia, oggi, e’ tra le scienze piu’ inflazionate: molti si ritengono storici e troppi ritengono scrivere un libro di storia sia cosa semplice. Ma non e’ solo con la storia che punta agli scoop che si attira il pubblico che, spesso, e’ piu’ maturo di quanto si creda. I fatti e la storia non sono due questioni distinte. C’e’ una congiunzione tra i due termini, che va letta come tale. I fatti sono connaturati con la storia, che diventa tale quando il racconto dei fatti e’ accompagnato dalla loro interpretazione. I fatti senza interpretazione sono un esercizio fittizio e il racconto che ne esce possiede il “post hoc” ma non il “propter hoc”, il dopo, la sequenzialita’ dei fatti ma non il loro “perche’”, il loro collegamento logico. Ma anche l’interpretazione senza i fatti e’ negativa: non e’ storia, bensi’ ideologia. I due secoli che Furet ha chiamato “dell’illusione”, dalla fine del Settecento alla fine del Novecento, hanno costituito il periodo nel quale maggiormente si e’ tentato di fare una storia che fosse propedeutica alla politica, all’ideologia, spesso prescindendo dai fatti, e cioe’ dalla realta’. Principale scopo di questa iniziativa e’ proprio quello di attrarre il pubblico vero verso una storia vera. E che a farlo siano soprattutto i giovani autori, cui verra’ dato largo spazio, non puo’ che essere motivo di conforto e di speranza.

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