‘Canale Mussolini’, di Antonio Pennacchi

Canale Mussolini è l’asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l’acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord.
In ‘Canale Mussolini’ (Mondadori), Antonio Pennacchi ripercorre la storia di una famiglia contadina, i Peruzzi, sradicata dalla sua terra d’origine nella bassa padana per andare nell’agro pontino. Su questa terra, bonificata dalla malaria negli anni del fascismo, arrivano molti coloni dal nord, emiliani, veneti e friulani, insieme ai Peruzzi, capeggiati dal carismatico e coraggioso zio Pericle, fascista. E’ lui a convincere tutti a scendere dalle pianure padane: i vecchi genitori, i fratelli Iseo, Treves e Turati, le nuore, la nonna, una schiera di sorelle. A spiccare e’ pero’ sua moglie, l’Armida, bella, generosa, un po’ strega. Una donna particolare, sempre circondata dalle sue api che le parlano e in volo danno ammonimenti che non salveranno pero’ Armida dalla sorte che l’aspetta. In questa saga familiare emerge anche la figura del nipote prediletto Paride, che sara’ pero’ causa della sfortuna che travolgera’ i Peruzzi.
Sessant’anni, originario di Latina, operaio in fabbrica a turni di notte fino a dieci anni fa’, Pennacchi si e’ imposto all’attenzione nel 2003 con ‘Il fasciocomunista’. Fra i suoi libri anche ‘Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni’ e ‘Fascio e martello. Viaggio per le citta’ del Duce’. Tutti i libri che precedono ‘Canale Mussolini’, dedicato al fratello giornalista Gianni, sono considerati dall’autore ”preparazione o interludio a questo’.



















































