Festival della letteratura a Mantova dall’8 al 12 settembre

Partirà mercoledì 8 e si concluderà domenica 12 settembre la quattordicesima edizione di Festivaletteratura, a Mantova. Il tema di quest’anno sarà il confronto culturale, connesso all’amore per la lettura e al desiderio di scoprire ancora appassionate rappresentazioni del mondo.
I premi Nobel Vidiadhar S. Naipaul e Séamus Heaney sono tra gli ospiti più attesi, insieme all’autore di spy-story Frederic Forsyth, al poeta e narratore statunitense Edmund White, allo scrittore e illustratore per ragazzi Tony Ross; a John Berger, Joseph ÒConnor, Azar Nafisi, Hanif Kureishi che tornano a Mantova dopo alcuni anni.
Ad Amos Oz, anch’egli gradito ritorno a Festivaletteratura, è dedicata la retrospettiva di quest’anno. Con questa formula sperimentata con successo lo scorso anno con Amitav Ghosh, verrà ripercorsa in tre incontri l’intera opera dello scrittore israeliano, divisa per l’occasione in “storie di sé”, “storie di coppia”, “storie del villaggio”. Altra voce della letteratura israeliana presente al festival è quella di Lizzie Doron.
Un’attenzione particolare e molto d’attualità viene dedicata quest’anno alla produzione letteraria e artistica dell’Iran. «Poco si conosce in occidente – spiegano dal Festival – della vitalità del dibattito e della produzione culturale in un Paese tutt’altro che reso passivo dal regime: in questo senso, grazie alla collaborazione attiva di alcuni giovani giornalisti e studenti iraniani che vivono in Italia, sono previsti incontri in cui alcuni autori presenti al Festival potranno dialogare con blogger, artisti, giornalisti che vivono e proseguono la propria attività in Iran». Per tutto il Festival questi giovani animeranno una sorta di “isola iraniana” dove sarà possibile per il pubblico conoscere e avvicinare i temi più attuali della vita culturale nell’Iran contemporaneo.
Tra gli altri autori attesi a Mantova anche Zadie Smith, David Peace, Kamila Shamsie, Ali Smith, Carlo Lucarelli, Marco Belpoliti, Joe Sacco, Niccolò Ammaniti, Mauro Corona, Marcello Fois e Paolo Rumiz.



















































